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martedì 21 febbraio 2017

Nonostante tutto

Lo so...sono sparita per tanto, troppo tempo. Tornare sul blog mi manca, vorrei davvero essere più presente, ma forse ho sbagliato nel non risparmiarmi tempo fa, perché adesso mi sembra di avere detto tutto, di essermi svuotata di qualsiasi sentimento o emozione ed averli impressi qua. Non voglio essere ripetitiva, non voglio annoiare. Se oggi torno è per condividere con voi ciò che ho scritto per un libro. Dovevo fare un riassunto della mia storia... e questo è quello che velocemente ho vomitato su un foglio bianco...

"È molto complicato spiegare cos’ha significato il cancro nella mia vita, ma so di per certo che ha riempito me e le persone che amo di emozioni contrastanti. Nel momento in cui ho iniziato a fare controlli ed esami senza fine, la preoccupazione invadeva ogni secondo della giornata, del quotidiano; non mi riuscivo più a godere nulla e le aspettative erano terribili. Quando poi i dottori mi hanno comunicato che volevano sottopormi ad una PET ho cominciato seriamente a capire che il mio responso non sarebbe potuto essere altro che il cancro. Ho letto centinaia di pagine in rete, ho divorato un paio di blog in pochi giorni e grazie ad essi sono riuscita ad interiorizzare una diversa consapevolezza di tutto quello a cui sarei andata incontro.
Il 12 marzo 2015 mi è stato ufficialmente diagnosticato un Linfoma di Hodgkin terzo stadio; in quell’occasione con le dottoresse abbiamo parlato per molto tempo di chemioterapia, di caduta dei capelli, di menopausa indotta, di nausee e dolori. Ricordo le loro espressioni amareggiate nel comunicarmelo, ricordo che mia mamma mi stringeva la mano mentre le uscivano i lacrimoni e ricordo che invece io ero già pronta per immagazzinare tutto ciò che stavo ascoltando. Quel momento ha rappresentato una svolta fondamentale: la preoccupazione, l’ansia e la paura dei mesi precedenti si sono immediatamente tramutate in voglia di iniziare al più presto la mia battaglia poiché finalmente ero sicura di chi sarebbe stato il mo nemico. Pochi giorni dopo è nato il mio blog, e con lui è nato il Signor H, ovvero il soprannome che ho affibbiato al mio scomodo “inquilino”. Potermi sfogare liberamente davanti ad uno schermo è stato fondamentale. Sapevo che quello era il mio spazio, lì ne potevo parlare come, quanto e quando volevo e 
chiunque poteva leggere se, quanto e quando voleva. Con il tempo poi ho capito che il racconto della mia esperienza poteva (e può) aiutare tanto e l’idea di poter essere per alcune persone, malati e non, ciò che altri avevano rappresentato per me è stata la spinta per non lasciare la scrittura nemmeno nei momenti più complicati della malattia. 
È stato un percorso che a tratti sembrava non avere mai fine. Tra alti e bassi dopo un anno ne sono uscita ed ho ripreso in mano la mia vita come e più di prima, ma ciò che questa esperienza mi ha lasciato non me lo potrà mai togliere nessuno. Eh sì, perché il cancro è sicuramente un periodo buio, un momento difficile, ma in quanto tale ha anche un rovescio della medaglia e va vissuto come una vera e propria opportunità. La mia grande forza l’ho dimostrata attraverso l’amore per la vita che giorno dopo giorno mi cresceva dentro. Non ho mai lasciato la mia quotidianità, anche se con ritmi sicuramente diversi, perché il Signor H mi ha insegnato che le cose più preziose sono proprio quelle alle quali purtroppo non facciamo caso, la salute in primis, ma anche i piccoli problemi di ogni giorno, le piccole soddisfazioni personali, la vicinanza di una persona, l’abitudine di un messaggio, un sorriso, un abbraccio. Ho imparato a non dare mai per scontato nessuno e nulla di ciò che vivo perché dopo essere passata per situazioni così complicate tutto ciò che viene vissuto come la normalità per me adesso è un vero e proprio respiro di libertà; dall’uscire con un’amica al poter prendere il sole d’estate senza preoccupazioni, dall’avere i capelli in testa al potermi lavare o fare pipì senza bisogno di aiuto. 
Ho capito soprattutto che il tempo è il dono più grande che abbiamo e che possiamo ricevere: nel momento in cui la malattia ha invaso in tutto e per tutto la mia vita mi sono resa conto che dovevo rivedere un po’ le mie priorità perché tutto quanto da un momento all’altro sarebbe potuto finire. In quei momenti non ci sono programmi che tengano… ho vissuto le cose per quello che erano senza bisogno di fare programmi, non avevo voglia di aspettare niente e nessuno per poter rincorrere i miei desideri.
Guarire da questa malattia è una liberazione indescrivibile, ogni giorno penso a quanto sono stata fortunata e ringrazio che il Signor H non sia più con me, ma in un certo senso credo che non me ne libererò mai: è impossibile non pensare a colui che mi ha insegnato a vedere le cose da un’altra prospettiva, a colui che ha contribuito a rafforzarmi e che mi ha aiutata a ritrovare un po’ me stessa. Sono contenta anche che abbia insegnato qualcosa a chi ha vissuto al mio fianco e in qualche modo ha lottato insieme a me. Forse a tanti può sembrare un paradosso, ma ci sono momenti in cui gli sono molto grata. Nonostante le sofferenze passate, nonostante i limiti che mi ha imposto, nonostante tutto".

mercoledì 20 aprile 2016

Domande retoriche

Mi fanno sorridere le persone che non vedo da un po'... da un po' tanto... diciamo da almeno un anno e mezzo. Mi capita di incontrare per caso qualcuno e, puntualmente, ecco che arriva la fatidica domanda: "Ti sei tagliata i capelli??". Poi aggiungono che con questo taglio sto proprio bene, che con il mio viso stanno benissimo i capelli corti. 
Ed è qui che la domanda mi sorge spontanea... santissimo cielo, non possono iniziare la conversazione direttamente dicendo che gli piace comunque come sto? A cosa serve chiedermi se li ho tagliati, quando vedono benissimo che è così?? Forse pensano che li abbia minuziosamente e strategicamente nascosti sotto il cuoio capelluto o forse credono che possano esistere accessori magici per capelli che fanno decidere giorno per giorno la lunghezza che si desidera sfoggiare. Può essere. 
In ogni caso... la prossima volta che mi sentirò porre questa domanda risponderò con un imbarazzatissimo "noooo non li ho tagliati, perchè??". Sono curiosa di vedere cosa si inventano... 

giovedì 31 dicembre 2015

Anno nuovo... Nuova vita

Tra poche ore saluteremo l'anno vecchio. Per una volta eviterò di dire la solita frase "speriamo che il prossimo sia migliore di questo"... Non vorrei portarmi sfortuna da sola, ma in effetti sarà difficile che accada il contrario (tutti in coro a fare le corna, grazie)! Ahahah!
Anno nuovo,  vita nuova...
...e nuovo look! La prima regola del nuovo anno è: via la cuffia. E devo dire che non mi dispiace neanche, mi sto abituando. Anche i pareri esterni non sono stati poi malaccio: dal "stai da Dio" al "sembri un neonato" oppure ancora "sei morbida come un cotton fioc". Quella sagoma di mio fratello invece appena mi ha visto: "ti giuro, Vale, sei uguale al mio professore di tecnica"... poi non contento ha rincarato la dose "...ma proprio identica!!!". Grazie, tesoro bello. Ti voglio bene anche io.

domenica 27 dicembre 2015

AAA Estetista con tempo a disposizione cercasi

Vada per i peli neri lunghissimi su braccia e gambe, per le sopracciglia alla Elio e per i baffi. Ma sulle dita, sulla pancia, sul naso, sul mento e sui piedi potevano anche risparmiarmeli.
Mi bastava tornare normale, non volevo trasformarmi in uno scimpanzé!!!

sabato 12 dicembre 2015

E' il mio corpo che cambia...

…nella forma e nel colore: è trasformazione!”. Così cantavano i Litfiba, e così mi sento in questi giorni. Anche le persone per strada, quando mi salutano mi chiedono se ho finalmente finito la chemio perché “si vede proprio che hai un’altra faccia”. Assolutamente! Nel giro di un mese sembro davvero un’altra persona!
La mia lucida pelata sta lasciando spazio ad un fitto tappeto di capelli, sottili sottili ma più forti che mai.
Le sopracciglia stanno ricrescendo come prima e più di prima… faccio veramente fatica a domarle e ogni due giorni corro dall’estetista per disboscarle.
La pelle su tutto il corpo è ruvida come non mai… mi sembra di avere perennemente la pelle d’oca: i pori si sono rialzati per poi aprirsi e far uscire la peluria. In faccia, sulla pancia, ovunque. Ho paura di trasformarmi in uno scimpanzè!
Le unghie non mi si spezzano più, sono diventate dure e resistenti.
Le braccia e le gambe sono progressivamente uscite dal letargo (anche se, in realtà, le estremità delle dita formicolano ancora).
Inizio ad avere anche un po’ meno prurito (finalmente!)

…e non vorrei sembrarvi esageratamente vanitosa, ma ieri ho ricominciato ad utilizzare il mio adorato mascara!! Per chiunque può sembrare una sciocchezza, ma avere di nuovo le ciglia è la cosa più bella del mondo. Non dovrò più nascondere i miei occhi gonfi e glabri che davano veramente l’idea di un viso malato. Adoro essere di nuovo io!

giovedì 10 dicembre 2015

Pelino "il Grande"

Ciao a tutti! Mi presento: sono Pelino. La mia padrona si rifiuta ancora di mostrare me e tutti i miei piccoli fratelli al pubblico, anche se dice sempre che sono diventato il suo portafortuna. Oggi voglio ribellarmi, voglio fare outing...e per l'occasione mi sono fatto un selfie strepitoso!! Con tutta la fatica che sto facendo per crescere più forte e più lungo di tutti gli altri, mi sembra il minimo farmi conoscere da tutti voi che la seguite. Presto sarò parte della sua folta chioma, e allora anche lei non riuscirà più a distinguermi tra gli altri, quindi una mia foto ricordo doveva assolutamente tenerla! Guardate come sono bello! :)

domenica 22 novembre 2015

Il mio adorato turbante...

Lo ammetto: con l'avvento del freddo sto diventando più pigra e, piuttosto che perdere un paio di minuti davanti allo specchio a fare il turbante, preferisco infilarmi una cuffia e via... Sicuramente più pratico e comodo, però questo look invernale non mi convince del tutto... il turbante è un'altra cosa. Ho studiato tanto come farlo finché non ho trovato qualcosa che mi piacesse veramente indossare ed ora è così radicata l'abitudine di averlo addosso, che ormai lo sento parte di me. 
L'altro giorno la mia amica V. mi ha chiesto se mi stessero già crescendo i capelli sotto, poi ha aggiunto che "mi fa strano pensarti di nuovo con i capelli. Quando penso a te, ti penso con il turbante..ormai mi sono abituata". E in effetti anche io mi ci sono abituata. Ogni tanto guardo le foto di qualche mese fa e davvero mi sembra strano rivedermi con la mia lunga chioma... Il fatto è che, in un certo senso, non mi sento più quella lì. Il turbante nel bene o nel male mi ha cambiata.. è un po' come se fosse stato il "simbolo" più palese della mia lotta contro il Signor H. 
Anche se è ancora lontano (o almeno così credo, perché i capelli per ora sono solo un ruvido velo quasi invisibile), penso spesso al momento in cui dovrò toglierlo...e sarà abbastanza triste "archiviare" tutti i miei foulard, tutti quei colori che mi sono portata in testa per mesi. Ho promesso che l'ultima volta che lo indosserò farò un video-tutorial da inserire qua sul blog...in onore dei vecchi tempi in ospedale, quando le signore mi fermavano per sapere dove l'avessi comprato e io snodavo il turbante e poi lo rifacevo per far capire loro quanto fosse semplice. Sarà una sorta di "eredità" che lascerò a chiunque passerà di qua, a chiunque abbia voglia di affrontare un duro percorso con ottimismo... e così un pezzetto di me sarà sempre con voi :)

martedì 17 novembre 2015

Un prurito...differente!

Uno dei sintomi più "invasivi" che ho sopportato durante il periodo in cui ancora non ero a conoscenza della malattia è stato il prurito. Un prurito davvero fastidioso che mi faceva grattare compulsivamente gambe, braccia, piedi e schiena. Anche dopo aver capito che le cose stavano prendendo una brutta piega non avevo mai collegato questo fattore alla malattia, poi un giorno il professore che mi aveva in cura mi chiese se per caso in quel periodo avessi fastidio alla pelle dovuto ad uno strano prurito. Chi l'avrebbe mai detto... una cosa così banale e "quotidiana" avrebbe potuto aiutare i medici nella diagnosi del maledetto Signor H. Benedetto prurito, dico quindi ad oggi... ma allora stavo veramente impazzendo e spesso ero costretta a buttarmi sotto la doccia perché l'acqua era l'unica cosa che riusciva ad alleviarlo.
Anche in questi giorni sto impazzendo per colpa del prurito. Una sera il mio amore mi ha vista mentre mi grattavo e subito: "C'è qualcosa che non va? Mi fai preoccupare". Ahah... come se fosse una cosa gravissima. E invece...questo prurito è proprio positivo, perché significa che i peli ricominciano nella loro lenta ed inesorabile ricrescita. Quei pochi capelli che stanno spuntando sono minuscoli e veramente sottili, sotto al turbante danno un fastidio tremendo... ma ci sono, ed è bellissimo non avere più la testa lucida e liscia come un uovo!!!

lunedì 26 ottobre 2015

Sopravvissute

Mi guardo allo specchio. Proprio lì, sulla palpebra destra, due piccole ciglia sopravvissute al massacro pilifero di questi sei mesi e al mio quotidiano strofinare per struccarmi. Cavolo...davvero due coraggiose, queste! Tanto di cappello!

giovedì 30 luglio 2015

Nuove perdite...

Se perdere i capelli non è stato proprio il massimo, perdere ciglia e sopracciglia per me è stato un dramma. Quando hanno iniziato ad essere sempre meno folte il mio viso ha assunto definitivamente le sembianze della malattia ed io sono andata nel panico. Non era possibile: avevo sempre reagito tranquillamente a tutto e invece questa cosa mi stava buttando a terra... avevo bisogno di trovare soluzioni!
E così ho comprato la prima matita per sopracciglia della mia vita. Ho stressato per un'ora la commessa per scegliere il colore e perché mi mostrasse come usarla. Io mi sono sempre truccata pochissimo e non sapevo proprio da dove iniziare. Adesso, a distanza di tre settimane, devo dire che sto iniziando a prenderci la mano. Ieri sono tornata a comprare la matita perché la prima era ormai finita; la stessa commessa mi ha riconosciuta e mi ha detto che avevo fatto così bene le sopracciglia che per un attimo aveva pensato che fossero tatuate. Ora... io non so se è lo pensava realmente o se lo ha detto al fine di vendermi un'altra matita, ma sono comunque uscita dal negozio estremamente soddisfatta!!!
Le ciglia invece sono terribili. Ad oggi me ne sono rimaste 14 (lo so, sono patetica, ma le ho contate) e credo che sia l'unica cosa per la quale non riesco a trovare un rimedio. Finché ne avevo qualcuna in più bastavano una riga di matita e una passata di mascara: non si vedeva assolutamente che le stavo perdendo, che erano meno folte. Ora invece mettere la matita è un'impresa, perché il bordo dell'occhio non è più delineato dalle ciglia e quindi vado tutta storta. Maledizione...! Del mascara invece non ne parliamo neanche... ho provato a continuare a metterlo, ma è servito solo ad accentuare il fatto che mi sono rimasti tre ciuffi tutti spelacchiati qua e là... una roba oscena. Insomma...mi devo rassegnare. Manderò il mio adorato mascara letargo per qualche mese, ovviamente con la speranza di poterlo risvegliare il prima possibile...!

giovedì 4 giugno 2015

Ingiustizie

Se ci fosse stata una giustizia divina prima dei capelli sarebbero dovuti cadere i peli. Maledetti, maledettissimi peli. Il fatto è che, con questo caldo insopportabile, sarebbe opportuno tirare fuori i pantaloni corti.
...e quindi adesso mi tocca l'estetista...

domenica 31 maggio 2015

Il mio angolo di paradiso

Scriveva Calvino:

"Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."

Ecco...io credo fermamente di avere trovato un angolino di paradiso nel mio amore. Lui è il grande guerriero che chiunque vorrebbe avere al suo fianco in un momento difficile. Lo è stato dal primo momento in cui abbiamo capito che c'era qualcosa che non andava. Io quando sono con lui sto bene nonostante tutti gli acciacchi. Mi riempie di mille attenzioni, di piccoli gesti e a volte mi fa davvero arrabbiare, ma subito dopo è in grado di strapparmi un sorriso. Si ricorda (e mi ricorda) gli appuntamenti, le medicine, mi fa le punture quando bruciano troppo. Mi coccola e mi sgrida quando sono giù di morale. Mi obbliga a muovermi e a mangiare quando non ne avrei assolutamente voglia. Si prende cura di me in tutto e per tutto.
Quando ho rasato i capelli ha chiamato il suo migliore amico e si è fatto rasare anche lui. Quella sera mi ha detto "vedi, ora siamo in due pelatini a letto!", mi ha abbracciata e mi ha guardata come se fossi la donna più bella sulla faccia della terra. Ed io mi sono sentita davvero speciale. Poi mi ha stretta forte, ha chiuso gli occhi pensando che io già dormissi. Ed ha sorriso.

lunedì 25 maggio 2015

Signor H dentro...e fuori...

Avevo rimandato il momento fino all'ultimo momento, ma sabato ho preso la drastica decisione di rasarmi. In realtà prima sono stata 4 giorni senza fare la doccia. Mi lavavo a pezzi perché sapevo che nel momento in cui mi sarei lavata la testa avrei perso un quintale di capelli. E così è stato. Ho praticamente riempito il water di ciocche. Forse avrei resistito ancora per qualche giorno senza che si vedessero i "buchi" di capelli, ma ero davvero stanca di trovarmene ovunque.
Mi ha rasata mio fratello. O meglio...la moglie di mio padre tagliava con le forbici il grosso, il mio moroso mi teneva strette le mani e mio fratello si era impadronito del rasoio. Ho preferito che lo facesse lui perché era l'unica persona di cui mi preoccupavo per l'impatto visivo che avrebbe avuto. Non volevo presentarmi a casa sua così tanto cambiata di colpo..ed in questo modo lui ha vissuto tutto come un gioco, vedendo gradualmente la mia "pelataggine" diventare realtà.
Devo dire che non è bellissimo avere la testa come un uovo sodo. Non è bello per niente. Forse a maggior ragione perché sono una donna che ha sempre avuto i capelli lunghi e non se li è mai voluta fare tagliare neanche di un centimetro. Il fatto è che il Signor H, che finora è sempre stato dentro di me e segreto agli occhi di tutti, in qualche modo si è palesato. Ma prima o poi sarebbe dovuto succedere ed avrei dovuto reagire positivamente. Come sapete avevo già provveduto con un po' di shopping preparandomi a questo momento... ed ora sono molto tranquilla. La cosa in realtà mi fa anche un po' ridere perché non ho mai dato importanza al mio look e invece adesso mi curo più che mai. Adoro i miei foulard ed i miei orecchini grandi che fanno sembrare un po' meno vuoto il collo. Mi piace riempirmi di colore, fare gli abbinamenti e truccarmi. Mi sento normalissima e, allo stesso tempo, un po' fuori di testa!
Ieri mattina ad una festa ho incontrato un vicino di casa che non sa assolutamente nulla del Signor H: "Stai bene con il foulard in testa! Dovresti metterlo più spesso!" mi ha detto.
"Sai cosa ti dico?? Credo proprio che lo metterò tutti i giorni!" 

lunedì 18 maggio 2015

Shopping time!

Capelli per terra, in mano, sul cuscino, sulle maglie. Capelli ovunque.
Non si tratta ancora di intere ciocche, ma ne perdo un’infinità. C’è chi mi dice che è normale perderli con il cambio di stagione, che la mia è solo suggestione, ma io so benissimo di non averne mai persi così tanti e che si sta solamente avvicinando il momento in cui il Signor H si paleserà.
Non è certamente il problema peggiore, come ho già detto, ma l’idea non mi entusiasma neanche. In ogni caso tramite alcuni video tutorial ho già imparato come si mettono i foulard in testa e domani credo che ne andrò a comprare qualcuno…di quelli belli colorati ovviamente! So già che poi mi farò prendere dalle manie di grandezza ed arriverò ad averne decine...ma devo pur coccolarmi un pochino, no???

martedì 31 marzo 2015

No secret...no problem!!

Quando ho scoperto ciò che mi stava succedendo avevo davvero creduto di poter tenere nascosto il mio “problema” a tutti coloro che non fanno parte della mia schiera di amici e parenti più stretti. In realtà poi ho capito che questo comportamento non ha alcun senso sia per me che per gli altri. Nascondere qualcosa significherebbe storpiare la mia personalità, poiché è comprensibile che il Signor H nell’ultimo periodo sia il mio pensiero costante. Inoltre, visto che prima o poi sarà comunque palese, si rischia solo di creare imbarazzo nelle persone intorno. Il fatto è che non è facile essere “la malata”, ma mi sto rendendo conto che non è semplice nemmeno stare vicino alla malata. Parlare di questo tema per me è diventata ormai una questione semplice e quotidiana, mentre tutti coloro che mi conoscono magari fanno fatica ad affrontarlo per paura di farmi soffrire o di dire qualcosa di sbagliato. Sto scrivendo questo blog perché io ne parlo volentieri. È un tema molto scomodo, ma raccontare ciò che mi succede e ciò che penso in questa situazione è per me motivo di sfogo e mi fa piacere.
Domenica, mentre pranzavamo tutti insieme, la moglie di mio padre mi ha avvisata: “preparati, perché le voci stanno già girando e non avrai più pace”. In effetti loro vivono in un paesino di 4000 anime e tutti sanno tutto di tutti. A me sinceramente importa il giusto. Capisco la “protezione” da parte dei familiari, ma non mi interessa se per 10 minuti sarò il tema di conversazione della gente… tanto poi a nessuno fregherà più nulla ed intorno rimarranno solo le persone che davvero ci tengono a me, malata o no. Come dice mio nonno: “Vale, fai bene a prenderla così. Non hai mica fatto niente di male…ti è solo capitata una sfiga”.
Bene…!!! Che io sia sfigata o malata…nessun segreto… nessun problema!!!

domenica 29 marzo 2015

Un amore così grande...

Da 11 anni e mezzo è entrata a far parte della mia vita una persona speciale con cui ho un rapporto ed una complicità unici. È arrivato quando ormai, dopo averlo desiderato tanto, non ci speravo più, e ora, nonostante i tanti anni che ci dividono, siamo inseparabili. Mio fratello è una di quelle cose per cui vale davvero la pena di vivere. Abitiamo a 50 km di distanza e ci vediamo solamente un giorno a settimana, ma quando siamo insieme è come se non ci lasciassimo mai.
Posso raccontargli forse del Signor H? Come vivrà la cosa ora che è così piccolo? Mi sono chiesta più volte tutto questo, senza sapere bene che risposta darmi. Pensavo che, sentendo parlare di questo problema in casa, si creasse un collage mentale di informazioni, facendosi così un’idea di ciò che stava succedendo. E invece no. Mio fratello non ne voleva proprio sapere. Se sentiva parlare di qualsiasi cosa riguardasse il Signor H si immetteva nella conversazione cercando di cambiare discorso, e se non ci riusciva si chiudeva in una stanza o addirittura fuori dalla porta d’ingresso. Io per lui non posso stare male. Punto.
Da un certo punto di vista mi rendeva felice sapere che con mio fratello il Signor H non avrà vita facile, perché grazie a lui tutti i brutti pensieri erano vietati e rimandati. Dall’altra sapevo che in qualche modo il momento di parlarne sarebbe sicuramente arrivato, poiché prima o poi mi avrebbe visto cambiare e si sarebbe fatto qualche domanda…!
Quel momento è arrivato oggi…
Sapevo che la moglie di mio padre gli aveva già accennato qualcosa a riguardo, quindi nel momento in cui ci siamo trovati soli in macchina abbiamo iniziato a parlare. Lui mi ha detto tutto ciò che aveva capito fino a quel momento ed io gli ho spiegato tutto ciò che dovrò affrontare ed i cambiamenti fisici che vedrà in me. Ho visto la sua faccia un po’ stranita nel momento in cui si è parlato di chemio e di caduta dei capelli.
Mio fratello ha la capacità di tenere viva in me quella gioia e quella spensieratezza che solo un bambino può avere, e per questo gli ho detto che insieme avremmo dovuto sorridere e scherzare come sempre, perché il sorriso è l’arma con cui lui può aiutarmi ad affrontare questo periodo abbastanza balordo. Ovviamente ho messo in chiaro che ci vorrà un po’ di tempo, ma che tornerà tutto come prima. Anche meglio di prima.
Finita questa “scomoda” conversazione, come sempre, ha cambiato discorso. Durante la giornata poi però abbiamo riso e scherzato; mi ha abbracciato e baciato anche più del solito. Messaggio recepito. Perfetto.
Solo un dubbio gli era rimasto, e quando è arrivato il momento per me di tornare a casa mi ha seguita fino in macchina per impedirmi di andare via: mio fratello ha paura di non poter più passare giornate intere insieme come facciamo adesso. Abbiamo fatto un patto: io proverò in ogni modo a mantenere i miei ritmi e, se non ci riuscirò, sarà lui a venire in qualche modo a Bologna per stare un po’ con me.
Mettere in chiaro con lui questa cosa sarà anche stato un piccolo passo per la mia lotta, ma io mi sento più serena sapendo che da stasera il Signor H ha un nemico in più. Un nemico agguerritissimo. Un nemico meraviglioso.

venerdì 27 marzo 2015

Un taglio con il passato!!

Da anni penso di dover tagliare i capelli, ma per un motivo o per l’altro non ho mai avuto il coraggio di abbandonare la mia adorata chioma. Quando ho preso la decisione di compiere l’insano gesto i miei capelli arrivavano già sotto la metà della schiena ed erano decisamente rovinati. Con un’amica sono andata da un parrucchiere che mi ha consigliata ed ho deciso di procedere.
A parte il mio moroso, che quando mi ha vista per poco non sveniva, devo dire che non ho avuto pareri particolarmente negativi, ed anche a me il nuovo caschetto non dispiace per nulla. Ogni tanto ho ancora una strana sensazione quando penso di toccarli e non li trovo ma mi sto abituando all’idea.
È abbastanza evidente che la mia decisione sia stata dettata non solo dalla voglia di cambiamento, ma anche dalla paura degli effetti che avrà su di me la chemio. Perdere i capelli non sarà sicuramente la cosa peggiore della cura, ma sarà sicuramente strano vedersi cambiare in così poco tempo.
Ringrazio una piccola grande donna che mi ha fatto vedere il lato positivo della questione: “tutto quello che ti risparmierai in shampoo potrai spenderlo in bandane e cuffie super fashion!!”. AHAHAH… ho riso tantissimo…ed ora io e il mio sorriso siamo pronti ad affrontare pure questa!!!