lunedì 22 febbraio 2016

Lasciatemi mangiare... con la forchetta in mano... lasciatemi gustare una lasagna piano piano!

Durante tutto il periodo della malattia ero assillata da persone che mi dicevano che ero troppo magra e che mangiavo troppo poco. Sì, dico assillata, perché io mangiavo eccome, anzi, la prima cosa che il blog di Romina mi ha insegnato è che è sempre meglio mangiare ed avere qualcosa da vomitare, piuttosto che il contrario. Poi, se proprio vogliamo essere precisi, da un punto di vista esterno mi si poteva vedere più magra perché la chemioterapia aveva reso nulla la mia massa muscolare, ma la realtà è che io mi sentivo comunque un pallone per via della ciccia e del gonfiore da cortisone. Quattro chili e duecentocinquanta grammi ho preso, altro che dimagrita e dimagrita.
Adesso l'antifona è cambiata e inversa. Ok. Sono ingrassata da far schifo. Il problema è che mi viene fatto presente ogni minuto. Ma... udite udite, anche io mi vedo allo specchio: i muscoli sono tornati e la ciccia è stata sparata tutta fuori esattamente come prima. La differenza è solamente una: prima facevo più attenzione a mangiare poco per mantenere un minimo di forma e adesso me ne sto un po' fregando. Perché? Il motivo è molto ma molto semplice: provate a mandare giù plastica insapore per otto-nove mesi, poi mi dite se, quando finalmente ricominciate a sentire i sapori e il piacere di mangiare, avete voglia di mettervi a dieta. Secondo me anche voi un bel "fatti gli affaracci tuoi che campi cent'anni" non lo neghereste a nessuno!!! 
...che poi...non dico che continuerò ad essere un tritarifiuti per tutta la vita! Semplicemente, per adesso, lasciatemi mangiare! 

martedì 16 febbraio 2016

Maledetta psiche

È un po' come con la febbre: finché suppongo di averla tutto procede alla normalità, quando ne sono certa inizio a vagabondare moribonda per la casa. Tutta questione di testa.
...e così mi ritrovo a soli due giorni dalla prima TAC di controllo con tutti i sintomi possibili ed immaginabili. Ho un prurito terribile, giramenti di testa, oppressione al petto, sudorazione imbarazzante e mani e piedi che formicolano. Insomma, tutto ciò che provavo prima di sapere del Signor H.
È pazzesco quanto le sensazioni ed i sensi possano essere così vivi e reali solo per via della preoccupazione per un esame che, tra l'altro, ha una possibilità veramente minima di non andare bene...però questi due giorni non passano più! Maledetta psiche!

venerdì 5 febbraio 2016

Un testimone scomodo

Il 9 ottobre, famoso giorno della mia rinascita, in realtà non è stato tutto rose e fiori. La stessa sera hanno ricoverato una persona alla quale voglio molto bene. Non è veramente mia zia, ma io la considero a tutti gli effetti come tale. 
Fino a notte fonda io, il mio amore e i miei "cugini" siamo stati al pronto soccorso per capire cosa fosse successo, per capire il motivo del ricovero. Di nuovo paura, di nuovo il cancro che, senza bussare, entra nella nostra vita, di nuovo mille ricerche su internet, di nuovo quel nodo alla gola che rende faticoso anche solo dirsi una parola, di nuovo il silenzio. Ho provato in ogni modo a parlare, a spiegare alla sua famiglia quanto dovessero farsi forza in quel momento, quanto dovessero reagire, che in realtà averlo scoperto era stato solo un bene e che da quel momento iniziava la battaglia più importante che poteva risolvere davvero le cose... ma nei loro occhi, come è normale, c'era solo paura.
Ed io...io che solo poche ore prima avevo finito la mia lotta, che ero finalmente liberata e sollevata, mi sono sentita quasi in colpa di essere felice. È stato come passare un testimone scomodo.
È una cosa che non avevo mai detto, forse un po' per rispetto di questo suo momento, forse per scaramanzia. Adesso tutto è finito. È stata una grande guerriera...e finalmente è uscita da quest'incubo. Sono molto felice. Veramente.

giovedì 28 gennaio 2016

Flashback - In principio fu...colica intestinale!

...perché certi giorni sono difficili da dimenticare...! Questo succedeva esattamente un anno fa...

Mi sveglio con un fastidio al fianco. Niente di grave, i soliti dolori mestruali...(o almeno, questo è ciò che penso) ed esco lo stesso per portare a spasso Spillo. Provo a ributtarmi sul letto a continuare a scrivere la tesi, ma non riesco a stare in nessuna posizione. Sono una tragica di natura, qualsiasi cosa mi fa allarmare e quindi mi fiondo al Pronto Soccorso tra un "le inventi tutte pur di non far la tesi" e un "voglio poi vederti quando dovrai partorire...".
Al triage mi dicono che avrò da attendere almeno sei ore, e nel frattempo mi consegnano una fialetta per le urine: "Quando le hai, portale qui senza fare la fila". Così inizia la mia lunga giornata piegata su una seggiola scomodissima. Per fortuna mi metto a parlare con una ragazza e una coppia che aveva appena fatto un incidente e tra una chiacchiera e l'altra il tempo passa relativamente più veloce. 
Dopo un'oretta riporto la fialetta all'infermiere, che tira fuori un cartina per misurare il livello di sangue contenuto all'interno. 2 su 10. Chiedo se questo risultato può essere influenzato dal fatto che mi sono passate le mestruazioni da due giorni, ma lui mi spiega che quando ad una donna negli ultimi giorni di mestruo il flusso cala, in realtà il ciclo è già terminato, ma continuano ad esserci perdite di sangue che sono i residui. Per questo motivo, si può considerare che il ciclo mi sia finito da 4-5 giorni ed è altamente improbabile che le tracce di sangue nelle urine siano dovuti ad ulteriori residui mestruali. Torno a sedere in sala d'aspetto pensando che, alla peggio, la mia diagnosi sarà una colica renale, come mi ha anticipato l'infermiere del triage.
Arrivano sempre più persone molto più urgenti di me ed io vengo chiamata in ambulatorio dopo circa otto ore. Sono stanca morta. La dottoressa mi guarda, mi da un colpetto dietro ad una costola. Cerco di spiegarle che non è esattamente quello il punto che mi fa male, ma lei è ormai al computer e sta scrivendo la sua diagnosi basata sul nulla più totale. Dice che ho una colica intestinale. 
"Scusi, ma non mi fa neanche un'ecografia?"
"Non serve, si tratta di colica intestinale"
"Ma come fa a dirlo, se non ho fatto nessun esame?"
"Signorina, se non le va bene può andare via. Qua il medico sono io"
"Guardi, ho fatto anche l'esame delle urine mentre ero in attesa. Avevo un livello 2 di sangue all'interno"
"Non è possibile. Con una colica intestinale non può esserci traccia di sangue nelle urine"
"E' per questo che le sto chiedendo di fare almeno un'ecografia. Ho aspettato otto ore!"
A questo punto si inserisce nel discorso anche la ragazza stagista che stava assistendo alla scena: "Scusi, signorina, ma lei vuole per forza avere qualcosa di grave??!"
"No, vorrei semplicemente sapere cos'ho"
E così eccomi, di nuovo in bagno per ripetere l'esame delle urine e soddisfare l'incredulità della dottoressa. Il risultato ovviamente non è cambiato. Mi guarda non sapendo cosa dire ed esclama: "Beh...saranno sicuramente residui di sangue mestruale!". Giuro...volevo svenire e risvegliarmi pensando fosse stato solo un sogno! Mi dimette comunque con la diagnosi di colica intestinale, mi prescrive cinque pastiglie e sul foglio delle dimissioni scrive testuali parole: "la paziente richiede insistentemente un'ecografia. L'esame potrà essere effettuato con regime di assoluta non urgenza su richiesta del proprio medico curante".

Per fortuna il mio medico di base mi ha invece ascoltata; il giorno dopo sono andata a fare un'ecografia d'urgenza... ormai per me e per mia madre era diventata una questione di principio, curiosità di sapere. 
In quell'occasione l'ecografo mi ha detto che avevo due palline su un rene e piccole masse più piccole sulla milza ingrossata. Palline che potevano essere qualsiasi cosa: da cisti innocue a cellule tumorali. E' stato allora che ho iniziato a farmi qualche domanda. E' stato allora quando è iniziata la mia lotta al Signor H... ma da qui in poi la storia già la conoscete...

Una ruota che gira...

Sì, dicono che sia una ruota che gira: dovrebbe esserci sempre un buon margine di miglioramento per i momenti no, e invece....
Lunedì ho accompagnato la mia nonna a fare un esame all'ospedale. Le hanno tolto tre polipi. Subito dopo era stanca morta, ovviamente. Ho perso mezza giornata.
Martedì entrambe le mie due nonne sono rimaste bloccate con la schiena. Per fortuna quella che abita ad un'ora da me ha ancora mio nonno e quindi l'ha aiutata lui alla meno peggio... ma l'altra non riusciva proprio a muoversi dal letto. Questo implica ovviamente andare a fare da mangiare, aiutarla nelle poche cose indispensabili della casa, fare i giri come, per esempio, dottore, duplica delle chiavi di casa etc... Altra giornata e mezza persa.
Oggi ho mio padre in ospedale per una flebite ad una gamba. Sicuramente gli diranno di stare a riposo, ma non ci starà. Mi dice di stare a casa, che non ha bisogno che vada con lui, ma so che in realtà ha piacere di stare con me e quindi ora sto uscendo e vediamo...
Sia chiaro. Faccio questo super volentieri, ma tutto contribuisce a sottrarre tempo alla mia tesi, che già mi da abbastanza pensieri.
Insomma...dicono che sia una ruota che gira, ma qua mi pare che stia girando di tutto fuorché quella!!

lunedì 18 gennaio 2016

Passerà...

Sto vivendo in agitazione.
Agitazione per la tesi, che vorrei davvero riuscire a finire. Non riesco a mantenere la concentrazione, non mi sento più capace di andare avanti, anche se so che ce la posso fare e questo aumenta l'ansia e mi blocca ancora di più. Un circolo vizioso che non ha fine.
Agitazione per la casa. Sono mesi che pensiamo, cambiamo idea, ci informiamo per realizzarla nel migliore dei modi... e non vediamo l'ora di poterla vivere, di vederla realmente. Purtroppo i lavori tardano ad iniziare e tutto ciò fa sì che io mi innervosisca facilmente quando se ne parla.
Agitazione perché il ciclo ancora non è ricominciato. Lo so, avevo detto che ci potevano volere anche sei mesi perché tutto tornasse regolare, ma questa è la cosa che mi preme di più al momento e non riesco a non pensarci. Se entro maggio non dovesse ricominciare mi toccherà un altro ciclo di terapia ormonale, e sinceramente la eviterei volentieri. 
E poi ovviamente... agitazione per gli esami. La scorsa settimana ho fatto la visita di controllo, la prima di questi cinque anni in cui rimarrò sotto osservazione. Devo dire che mi ha fatto un certo effetto rientrare nella sala d'aspetto in cui ho passato giorni e giorni, rivedere le stesse facce e gli stessi macchinari. Risentire odori e rumori ancora così vivi dentro la mia testa. Mi hanno palpato tutti i linfonodi e poi "è tutto a posto". Fa così bene sentirselo dire. Ho tirato un sospiro di sollievo.  Per quanto riguarda la TAC, invece, non avevo capito nulla: sarà il 17 febbraio, non gennaio. Forse due domandine dovevo farmele, visto che sarebbe stata una domenica...! Quindi dovrò aspettare ancora per avere risultati certi. E anche questo mi crea un po' d'ansia.
Insomma... che sia l'agitazione, lo scompenso ormonale o il nervoso poco cambia. I miei sorrisi un po' vacillano... e sinceramente questa cosa non mi piace. Passerà...

martedì 12 gennaio 2016

Flashback - 14.37

Credo di averne già parlato da qualche parte: il giorno della biopsia io avevo una folle paura dell'anestesia totale... non ne avevo mai fatta una prima...
Ne ho parlato con tutti, avevo veramente il pallino per questa cosa. Una delle mie più care amiche allora mi ha consigliato una cosa: "quando ti portano in sala operatoria, guarda l'orologio e cerca di ricordarti l'ora precisa nella quale ti addormenti". E così è stato. Dal momento in cui gli infermieri hanno iniziato a girarmi intorno e a bucarmi mani e piedi ho capito che attraverso le flebo a poco a poco sarebbe iniziato l'effetto dell'anestesia. Ho puntato lo sguardo sull'orologio e non ho più pensato ad altro:
14.36
14.36
14.37
14.37
14.37
Me lo sono ripetuto in testa all'infinito per imprimerlo nella memoria. 14.37 ...poi mi sono addormentata. 
Una volta fuori dall'ospedale mia nonna ha anche provato a giocare questi due numeri al lotto, ma senza alcun risultato. D'altronde la cosa più importante era vincere la paura...e ce l'ho fatta!